Salve a tutti ...
Eccomi tornata di nuovo?? Che ne dite del mio post dell'altra volta?? Interessante,no??
La prossima volta inserirò un'altra pagina del mio diario di tirocinio, sperando che l'argomento vi interessi!!!
Ora vi saluto perchè devo correre a lezione ...
Arrivederci alla prossima!!!!
Userò questo blog per trattare argomenti inerenti la pedagogia e l'importanza che ricopre un servizio rivolto alla Prima Infanzia.Sottolineerò soprattutto ciò che è "giusto fare" e ciò che è "sbagliato fare" nella professione di educatore.
Ke ne dite di quest'angolo di paradiso??
Ke ne dite di quest'angolo di paradiso??
lunedì 28 marzo 2011
venerdì 18 marzo 2011
Primo giorno di tirocinio
Il mio primo giorno di tirocinio è iniziato alle ore 8.
Sono arrivata ed insieme alla mia collega e alle altre educatrici abbiamo accolto tutti i bimbi nella sezione dei medi (pratica che seguiremo tutte le mattine).
Il primo giorno verso le 8.30 sono andata nella sezione dei piccoli e mi sono occupata di loro insieme all'educatrice responsabile.
Abbiamo giocato con loro nell'angolo morbido, in attesa di 2 bambini appena inseriti, con birilli morbidi e sonori, ascoltando un cd di canzoni ritmate.
I bambini non hanno voluto dormire quella mattina, di conseguenza durante il pasto (per i piccoli inizia alle 11) a volte chiudevano gli occhi.
CRITICHE:
- perchè invece di usare la radio come strumento per addormentare i bambini non si propongono canzoni cantate con la voce?
- perchè la merenda dei piccoli è stata loro proposta nell'angolo morbido invece di utilizzare l'angolo cucina?
Dopo il pranzo siamo uscite dalla sezione per lasciare il tempo alle ausiliare di pulire.
Ci siamo ritrovate per un pò di tempo nel corridoio centrale con tutti i bambini delle altre sezioni.
Verso mezzogiorno i bambini si preparavano per la nanna, mentre gli altri venivano sistemati nella sezione dei semi divezzi in attesa dell'arrivo dei genitori.
Dalle 13.00 alle 15.00 i bambini hanno dormito, poi li abbiamo lavati, sistemati e dato loro la merenda.
Attorno alle 15.30 tutti i bambini venivano raggruppati nella sezione dei medi in attesa dell'uscita (alcuni altri, invece, attendevano i genitori fino alle ore 18.00).
ASPETTI POSITIVI:
- Team affiatato anche se con delle incomprensioni rispetto ad una sola educatrice;
- Struttura adeguata e ben disposta;
- materiali adatti e a misura di bambino;
- mensa interna;
- servizio pulizie;
- giochi da esterno adatti e stimolanti.
ASPETTI NEGATIVI:
- programmazione che inizia troppo tardi (gennaio);
- la struttura pur essendo inserita in un contesto residenziale è nascosta;
- disinteresse ed indifferenza delle educatrici nei confronti dei bimbi che piangono.
Mi sembra di avervi raccontato tutto....
Alla prossima!!!!
Etichette:
Riscontri positivi e negativi del Servizio
giovedì 17 marzo 2011
L'asilo Nido
Buon pomeriggio a tutti!!!
sono tornata .... Ho notato che nessuno ha fatto alcun commento in merito alla proposta che vi avevo fatto ....
Visto che ho deciso che questo sarà il mio argomento di discussione lo comincerò anche senza la vostra opinione!!!! Scusate!!!
Inizierei descrivendo la struttura che mi ha ospitato (anzi per la precisione ci ha ospitato in due visto che abbiamo effettuato il tirocinio insieme!!).
L'asilo era molto grande ed inserito all'interno di un contesto residenziale. In Paese è molto conosciuto in quanto è stato il primo Nido ad aprire a Piove di Sacco.
E' posto nelle vicinanze della scuola primaria e di una palestra.
E' disposto su di un unico livello ed è completamente circondato da un immenso giardino.
Al suo interno l'ambiente è suddiviso in sezioni, a seconda dell'età dei bambini.
All'interno di ogni sezione sono presenti tutti gli angoli (angolo morbido, angolo lettura, angolo travestimenti, angolo gioco ... ), un bagno con sanitari a misura di bambino, un fasciatoio e i tavoli per il pranzo.
Le sezioni sono separate tra loro da un corridoio nel quale sono posti scivoli, cartelloni e la bacheca per i genitori.
Il servizio dispone di cucina interna e di servizio ausiliario.
E' un Asilo Nido comunale ma gestito da Cooperativa.
All'interno del Nido mi sono trovata a mio agio poichè tutto ciò che era previsto dalle leggi a tutela dei più piccoli era rispettato.
I bambini erano meravigliosi e con tutti loro ho instaurato un buonissimo rapporto.
Le educatrici erano un pò stravaganti ed impaurite dalla nostra presenza. Provavano sentimenti di gelosia e, secondo me, molte volte anche di rivalità nei nostri confronti, dato che in poco meno di tre mesi avevamo proposto un progetto che loro non sarebbero state in grado di eseguire; avevamo instaurato ottimi rapporti con tutti i genitori, bambini e personale del Servizio.
E' stata un'ottima esperienza che rifarei volentieri poiché mi ha dato la possibilità di imparare e di conoscere quali comportamenti sono da ritenere inopportuni in un luogo rivolto alla Prima Infanzia.
Per ulteriori informazioni .... aspettate il prossimo post!!!!!
Ciao!!!!!!!!!!!!!!!!!
domenica 13 marzo 2011
Diario di bordo del mio tirocinio
Salve a tutti!!!!
Vorrei innanzi tutto scusarmi per la lunghissima assenza da questo blog .... Ma sapete ragazzi come vanno le cose .... troppe, anzi, tantissime cose da fare ... e neanche il tempo di respirare!!!
L'argomento che avevo affrontato nel mio blog negli anni passati sembra non aver avuto molto successo ... allora mi è venuta la brillante idea di utilizzare il mio blog come diario di bordo del mio tirocinio!!!!
Ke ne pensate???
Così potremmo iniziare a confrontare le nostre esperienze, scambiarci informazioni e consigli sulle modalità più giuste da poter adottare in ogni situazione ...
Se siete d'accordo con questa mia nuova proposta fatemelo sapere!!!!
Aspetto vostre notizie!!!
A presto ....
Linda Pittarello
lunedì 26 gennaio 2009
La fiaba è il sillabario mediante il quale il bambino impara a leggere la propria mente nel linguaggio delle immagini, l'unico linguaggio che sia permasso di comprendere prima del raggiungimento della maturità intellettuale.
E' necessario che il bambino venga messo a contatto con questo linguaggio, e che impari a recepirlo, per poter giungere a dominare la propria anima.
Un'altra figura importante è quella della strega, la quale ha la stessa tendenza a divorare i bambini che vanno a demolire la sua casa. Quando i piccoli cedono agli impulsi incontrollati dell'Es, simboleggiati dallo loro sfrenata voracità, rischiano di essere distrutti.
I mavagi propositi della strega costringono i bambini a riconoscere i pericoli dell'incontrollata avidità orale e della dipendenza. Essi devono sviluppare l'iniziativa e rendersi conto che la loro unica risorsa consiste nella progettazione intelligente dell'azione.
Le fantasie gratificanti devono essere soppiantate da una condotta motivata che si basi su una valutazione intelligente della situazione in cui i bambini si trovano.
Non appena i bambini trascendono la loro ansia orale, e si liberano dell'abitudine di affidare la loro sicurezza alla soddisfazione orale, possono anche liberarsi dell'immagine della madre minacciosa ( la strega), e riscoprire i buoni genitori, la cui superiore saggezza può giovare a tutti.
E' sempre un uccello che guida Hansel e Gretel fino alla casa di marzapane, ed è soltanto grazie ad un altro che riescono a far ritorno a casa. I diversi uccelli indicano ai bambini il sentiero che devono seguire per ottenere la loro ricompensa, affrontando i rischi del mondo.
alla prossima!
E' necessario che il bambino venga messo a contatto con questo linguaggio, e che impari a recepirlo, per poter giungere a dominare la propria anima.
Un'altra figura importante è quella della strega, la quale ha la stessa tendenza a divorare i bambini che vanno a demolire la sua casa. Quando i piccoli cedono agli impulsi incontrollati dell'Es, simboleggiati dallo loro sfrenata voracità, rischiano di essere distrutti.
I mavagi propositi della strega costringono i bambini a riconoscere i pericoli dell'incontrollata avidità orale e della dipendenza. Essi devono sviluppare l'iniziativa e rendersi conto che la loro unica risorsa consiste nella progettazione intelligente dell'azione.
Le fantasie gratificanti devono essere soppiantate da una condotta motivata che si basi su una valutazione intelligente della situazione in cui i bambini si trovano.
Non appena i bambini trascendono la loro ansia orale, e si liberano dell'abitudine di affidare la loro sicurezza alla soddisfazione orale, possono anche liberarsi dell'immagine della madre minacciosa ( la strega), e riscoprire i buoni genitori, la cui superiore saggezza può giovare a tutti.
E' sempre un uccello che guida Hansel e Gretel fino alla casa di marzapane, ed è soltanto grazie ad un altro che riescono a far ritorno a casa. I diversi uccelli indicano ai bambini il sentiero che devono seguire per ottenere la loro ricompensa, affrontando i rischi del mondo.
alla prossima!
La casa di marzapane ....
Hansel e Gretel danno pieno sfogo alla loro regressione orale trovandosi di fronte alla casa di marzapane, la quale rappresenta un'esistenza basata sulle soddisfazioni primitive. Trascinati dalla loro avidità incontrollata, non pensano minimamente che così distruggono quanto dovrebbe dar loro rifugio e sicurezza.
I bambini, quindi, rivelano quanto siano pronti a privare qualcuno, per mangiare, della sua casa ae dimora, una paura che avevano proiettato sui loro genitori come motivo del loro abbandono.
La casa di marzapane è un'immagine che nessuno dimentica: com'è incredibilmente attraente e tentatrice quest'immagine, e com'è terribile il rischio che si corre se si cede alla tentazione. Questa figura, quindi, rappresenta l'avidità orale e l'irresistibile tentazione di assecondarla.
I bambini, quindi, rivelano quanto siano pronti a privare qualcuno, per mangiare, della sua casa ae dimora, una paura che avevano proiettato sui loro genitori come motivo del loro abbandono.
La casa di marzapane è un'immagine che nessuno dimentica: com'è incredibilmente attraente e tentatrice quest'immagine, e com'è terribile il rischio che si corre se si cede alla tentazione. Questa figura, quindi, rappresenta l'avidità orale e l'irresistibile tentazione di assecondarla.
"il mondo incantato" Bruno Bettelheim
buongiorno a tutti!!! scusate se ho abbandonato il mio blog ... ma ... non avendo il computer con il collegamento ad internet e ... essendo nella fase degli esami ... sono un pò imegnata!!!
allora ... eravamo arrivati a parlare di ... ??? an si ... vi avevo GENTILMENTE chiesto di leggere la storia di Hansel e Gretel ... l'avete fatto??? spero di si ... anche perchè oggi parleremo proprio di questo ...
Questa fiaba inizia in modo molto realistico, ponendo in primo piano due importanti realtà: la povertà e le privazioni, le quali contribuiscono a peggiorare il carattere dell'uomo, rendendolo più egoista, meno sensibile alle sofferenze altrui e quindi incline a commettere cattive azioni.
Le fiabe esprimono in parole e azioni ciò che succede nella mente dei bambini, rispecchiando l'ansia dominante in loro, ossia l'abbandono.
La madre rappresenta la fonte di ogni cibo, e quindi è lei che viene percepita come la persona che li abbandona, in una sorta di deserto.
L'ansia e la profonda delusione del bambino, quando la madre non è più disposta a soddisfare tutte le sue esigenze orali, lo inducono a credere che sia improvvisamente diventata disamorata, egoista e frustrante.
Prima che il bambino abbia il coraggio di affrontare quel viaggio che è l'impresa di trovare se stesso, di diventare una persona indipendente mediante la conoscenza del mondo, può prendere l'iniziativa solo cercando di tornare alla passività, di garantirsi una gratificazione eternamente dipendente (meccanismo di difesa:regressione).
Il tentativo di affrontare la vita mediante la regressione ed il rifiuto, riducono la capacità dell'individuo di risolvere i problemi ( hansel segnando il cammino con le briciole di pane si appropria del rifiuto e della regressione, avendo come obiettivo il ritorno a casa).
La storia di Hansel e Gretel esprime le ansie e la necessità di apprendere del bambino piccolo che deve superare e trasformare i suoi primitivi desideri incorporativi e, quindi, distruttivi.
Questa fiaba conferisce un'espressione simbolica a queste esperienze interiori direttamente collegate alla madre. Il padre rimane, quindi, una figura indistinta e incapace per tutta la storia, cosi come appare il bambino durante il primo periodo della sua vita.
allora ... eravamo arrivati a parlare di ... ??? an si ... vi avevo GENTILMENTE chiesto di leggere la storia di Hansel e Gretel ... l'avete fatto??? spero di si ... anche perchè oggi parleremo proprio di questo ...
Questa fiaba inizia in modo molto realistico, ponendo in primo piano due importanti realtà: la povertà e le privazioni, le quali contribuiscono a peggiorare il carattere dell'uomo, rendendolo più egoista, meno sensibile alle sofferenze altrui e quindi incline a commettere cattive azioni.
Le fiabe esprimono in parole e azioni ciò che succede nella mente dei bambini, rispecchiando l'ansia dominante in loro, ossia l'abbandono.
La madre rappresenta la fonte di ogni cibo, e quindi è lei che viene percepita come la persona che li abbandona, in una sorta di deserto.
L'ansia e la profonda delusione del bambino, quando la madre non è più disposta a soddisfare tutte le sue esigenze orali, lo inducono a credere che sia improvvisamente diventata disamorata, egoista e frustrante.
Prima che il bambino abbia il coraggio di affrontare quel viaggio che è l'impresa di trovare se stesso, di diventare una persona indipendente mediante la conoscenza del mondo, può prendere l'iniziativa solo cercando di tornare alla passività, di garantirsi una gratificazione eternamente dipendente (meccanismo di difesa:regressione).
Il tentativo di affrontare la vita mediante la regressione ed il rifiuto, riducono la capacità dell'individuo di risolvere i problemi ( hansel segnando il cammino con le briciole di pane si appropria del rifiuto e della regressione, avendo come obiettivo il ritorno a casa).
La storia di Hansel e Gretel esprime le ansie e la necessità di apprendere del bambino piccolo che deve superare e trasformare i suoi primitivi desideri incorporativi e, quindi, distruttivi.
Questa fiaba conferisce un'espressione simbolica a queste esperienze interiori direttamente collegate alla madre. Il padre rimane, quindi, una figura indistinta e incapace per tutta la storia, cosi come appare il bambino durante il primo periodo della sua vita.
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