Ke ne dite di quest'angolo di paradiso??

Ke ne dite di quest'angolo di paradiso??
Ke ne dite di quest'angolo di paradiso??

domenica 13 marzo 2011

Diario di bordo del mio tirocinio

Salve a tutti!!!!
Vorrei innanzi tutto scusarmi per la lunghissima assenza da questo blog .... Ma sapete ragazzi come vanno le cose .... troppe, anzi, tantissime cose da fare ... e neanche il tempo di respirare!!!
L'argomento che avevo affrontato nel mio blog negli anni passati sembra non aver avuto molto successo ... allora mi è venuta la brillante idea di utilizzare il mio blog come diario di bordo del mio tirocinio!!!!
Ke ne pensate???
Così potremmo iniziare a confrontare le nostre esperienze, scambiarci informazioni e consigli sulle modalità più giuste da poter adottare in ogni situazione ...
Se siete d'accordo con questa mia nuova proposta fatemelo sapere!!!!
Aspetto vostre notizie!!!
A presto ....
Linda Pittarello

lunedì 26 gennaio 2009

La fiaba è il sillabario mediante il quale il bambino impara a leggere la propria mente nel linguaggio delle immagini, l'unico linguaggio che sia permasso di comprendere prima del raggiungimento della maturità intellettuale.
E' necessario che il bambino venga messo a contatto con questo linguaggio, e che impari a recepirlo, per poter giungere a dominare la propria anima.
Un'altra figura importante è quella della strega, la quale ha la stessa tendenza a divorare i bambini che vanno a demolire la sua casa. Quando i piccoli cedono agli impulsi incontrollati dell'Es, simboleggiati dallo loro sfrenata voracità, rischiano di essere distrutti.
I mavagi propositi della strega costringono i bambini a riconoscere i pericoli dell'incontrollata avidità orale e della dipendenza. Essi devono sviluppare l'iniziativa e rendersi conto che la loro unica risorsa consiste nella progettazione intelligente dell'azione.
Le fantasie gratificanti devono essere soppiantate da una condotta motivata che si basi su una valutazione intelligente della situazione in cui i bambini si trovano.
Non appena i bambini trascendono la loro ansia orale, e si liberano dell'abitudine di affidare la loro sicurezza alla soddisfazione orale, possono anche liberarsi dell'immagine della madre minacciosa ( la strega), e riscoprire i buoni genitori, la cui superiore saggezza può giovare a tutti.
E' sempre un uccello che guida Hansel e Gretel fino alla casa di marzapane, ed è soltanto grazie ad un altro che riescono a far ritorno a casa. I diversi uccelli indicano ai bambini il sentiero che devono seguire per ottenere la loro ricompensa, affrontando i rischi del mondo.

alla prossima!

La casa di marzapane ....

Hansel e Gretel danno pieno sfogo alla loro regressione orale trovandosi di fronte alla casa di marzapane, la quale rappresenta un'esistenza basata sulle soddisfazioni primitive. Trascinati dalla loro avidità incontrollata, non pensano minimamente che così distruggono quanto dovrebbe dar loro rifugio e sicurezza.
I bambini, quindi, rivelano quanto siano pronti a privare qualcuno, per mangiare, della sua casa ae dimora, una paura che avevano proiettato sui loro genitori come motivo del loro abbandono.
La casa di marzapane è un'immagine che nessuno dimentica: com'è incredibilmente attraente e tentatrice quest'immagine, e com'è terribile il rischio che si corre se si cede alla tentazione. Questa figura, quindi, rappresenta l'avidità orale e l'irresistibile tentazione di assecondarla.

"il mondo incantato" Bruno Bettelheim

buongiorno a tutti!!! scusate se ho abbandonato il mio blog ... ma ... non avendo il computer con il collegamento ad internet e ... essendo nella fase degli esami ... sono un pò imegnata!!!
allora ... eravamo arrivati a parlare di ... ??? an si ... vi avevo GENTILMENTE chiesto di leggere la storia di Hansel e Gretel ... l'avete fatto??? spero di si ... anche perchè oggi parleremo proprio di questo ...
Questa fiaba inizia in modo molto realistico, ponendo in primo piano due importanti realtà: la povertà e le privazioni, le quali contribuiscono a peggiorare il carattere dell'uomo, rendendolo più egoista, meno sensibile alle sofferenze altrui e quindi incline a commettere cattive azioni.
Le fiabe esprimono in parole e azioni ciò che succede nella mente dei bambini, rispecchiando l'ansia dominante in loro, ossia l'abbandono.
La madre rappresenta la fonte di ogni cibo, e quindi è lei che viene percepita come la persona che li abbandona, in una sorta di deserto.
L'ansia e la profonda delusione del bambino, quando la madre non è più disposta a soddisfare tutte le sue esigenze orali, lo inducono a credere che sia improvvisamente diventata disamorata, egoista e frustrante.
Prima che il bambino abbia il coraggio di affrontare quel viaggio che è l'impresa di trovare se stesso, di diventare una persona indipendente mediante la conoscenza del mondo, può prendere l'iniziativa solo cercando di tornare alla passività, di garantirsi una gratificazione eternamente dipendente (meccanismo di difesa:regressione).
Il tentativo di affrontare la vita mediante la regressione ed il rifiuto, riducono la capacità dell'individuo di risolvere i problemi ( hansel segnando il cammino con le briciole di pane si appropria del rifiuto e della regressione, avendo come obiettivo il ritorno a casa).
La storia di Hansel e Gretel esprime le ansie e la necessità di apprendere del bambino piccolo che deve superare e trasformare i suoi primitivi desideri incorporativi e, quindi, distruttivi.
Questa fiaba conferisce un'espressione simbolica a queste esperienze interiori direttamente collegate alla madre. Il padre rimane, quindi, una figura indistinta e incapace per tutta la storia, cosi come appare il bambino durante il primo periodo della sua vita.

mercoledì 7 gennaio 2009

Nel 2009...

Ciao a tutti ragazzi.... eccomi qua ... a parlare della fiaba!! come sempre!!! nel prossimo post vi scriverò alcune frasi del libro di Bettheleim," il mondo incantato"...
Lo so.. questo libro non lo conoscete, neanch'io lo conoscevo fino a circa 7 mesi fa .... ma vi assicuro che è un libro fenomenale .... fa molto riflettere .... e da spunti per cercare nuovi significati in altre fiabe!!!!!
vi propongo di prendere il libro di Hansel e Gretel, cosi nei prossimi blog vi svelerò tutti i segreti più nascosti!!!!
ciao ragazzi.... vado a lezione!!!!
baci

venerdì 19 dicembre 2008

Differenze tra mito e fiaba

Salve a tutti!!!!!eccomi qua!!!allora... dove eravamo rimasti??? an si ... dovevo parlare delle principali differenze e gli aspetti comuni che riguardano il mito e la fiaba ... cominciamo....
Entrambi rispondono ad interrogativi eterni,vengono trasmessi oralmente e descrivono paure reali che caratterizzano gli esseri umani.
Il mito, descrive persone aventi nomi propri (il lettore non si può identificare come avviene nella fiaba); non sono utili alla formazione della personalità totale,ma necessari per lo sviluppo del super-io (pessimismo nel finale); rappresentano una vittoria sugli altri; forniscono risposte precise; trattano problemi di natura individuale; al loro interno sono presenti degli oracoli; fanno riferimento a regole utilizzando un linguaggio simbolico e, alla fine, intrattiene e diverte.
La fiaba, invece, permette al bambino di sviluppare la fantasia e sostiene il suo pensiero animistico; è conforme al modo di pensare del bimbo; la verità della fiaba corrisponde alla verità della nostra immaginazione; serve a sviluppare il principio di realtà; non sottopone la verità ad un processo di causa-effetto; è necessaria per la risoluzione di problemi ; parla di persone comuni; soddisfa i desideri dell'Es (ottimismo delle fiabe); descrive in forma immaginaria e simbolica le tappe fondamentali del processo di sviluppo; fornisce risposte allusive e al suo interno sono presenti figure magiche.
La fiaba è un genere popolare a diffusione mondiale e ha una storia non secolare, ma millenaria.
Oltre a ciò va ricordato che il racconto fiabesco si dispone all'indagine delle più svariate discipline: la fiaba è stata oggetto di studio da parte di sociologi, storici della letteratura,psicoanalisti,orientalisti,sterici della religione,filologi, archeologi ...
Nei racconti fiabeschi si narrano avventure straordinarie e stravaganti e in cui i protagonisti sono uomini,animali e oggetti magici,condivisi universalmente dalla cultura umana sin dalle epoche più remote,così come è la lro caratteristica essere trasmesse oralmente.
I primi ad occuparsi dell'origine della fiaba furono i FRATELLI GRIMM, i quali sostenevano la derivazione dei miti ariani, fornendo così lo spunto per la cosiddetta teoria mitologica dell'origine delle fiabe. Altri studiosi come Tylor e Lang, erano invece della convinzione che le fiabe andassero analizzate come prodotti culturalmente autonomi, analizzando l'origine e l'evoluzione del racconto fiabesco in una data cultura in un dato periodo del suo sviluppo sociale.
Che ne dite??? E' scritto troppo difficile o si capisce? nel caso fatemi sapere e chiarisco i dubbi!! Saluti e buone feste!!!!!!!

venerdì 12 dicembre 2008

Ciao a tuttti!!!! scusate il ritardo ma ... ho sempre un sacco di cose da fare!!!!! allora ... iniziamo a parlare di fiaba???
Tanto per iniziare diamo un'idea di quella che è la definizione di fiaba. Il concetto fondamentale ruota attorno a due tesi fondamentali: da una parte si sostiene che nella fiaba è presente un significato allegorico o, al più, simbolico in quanto racconto fiabesco altro non sarebbe che il relitto culturale di antichi riti e miti di cui si è persa memoria; dall'altra, si è invece dell'avviso che le fiabe rappresentino narrazioni vere, vale a dire che presso i popoli primitivi esse hanno assunto una funzione sociale specifica e quindi storicamente accettabile.
Secondo Thomas Mann, essa andrebbe intesa come un vero e proprio genere letterario (d'origine francese) destinato ai bambini, raccolto in alcuni libri e che svolge essenzialmente una funzione pedagogica. Una delle sue caratteristiche principali, sarebbe quella di mettere in scena un mondo fantastico, popolato da esseri fatati e pertanto dotato della possibilità di contrapporre alla realtà quotidiana un'altra realtà meno contaminata dove tutto è predisposto all'incanto di un magico sogno. Quando si parla di fiaba,questa va intesa come un racconto particolare che va trasmesso oralmente. Ciò vuol dire che entrano in azione meccanismi specifici di comunicazione:il narratore di fiabe,non servendosi di testi scritti,fa affidamento soltanto alla propria memoria e tramanda racconti di cui è stato, a suo tempo, ascoltatore. Il narratore si serve di modelli o esempi più o meno rigidi che sono a loro volta portatori di norme linguistiche,valori culturali e di significati di vario genere ( c'era una volta.... cammina,cammina...).Queste formule funzionano come segnali in grado di precisare all'ascoltatore il fatto che sta per sentire un racconto fantastico,distinto dal mito o da una leggenda o una conversazione normale;il narratore è più vecchio dei suoi ascoltatori ed è la "saggezza"che gli proviene dall'età a consentirgli di svolgere un ruolo pedagogico.
Nella prossima puntata riporterò le caratteristiche distintive di mito e fiaba. Alla prossima!!!! Saluti